Inizia la corsa alla farmacia

Home / Retail Design / Inizia la corsa alla farmacia
SV_AI_6901

18.600 il numero attuale delle farmacie in italia

Il 2 agosto scorso il Senato della Repubblica ha definitivamente approvato il Disegno di Legge sulla concorrenza (Ddl n. 2085-B). L’obiettivo del nuovo dispositivo è aumentare la concorrenza nel settore della distribuzione farmaceutica. Ed è probabile che nei prossimi 2-3 anni apriranno circa 3000 nuove farmacie Ecco cosa cambierà. Prima del decreto le farmacie potevano essere di proprietà di sole società di persone con il vincolo della titolarità unicamente a favore di chi possedeva una laurea in farmacia. Un secondo vincolo stabiliva che ogni titolare, attraverso società cooperative, poteva possedere fino a un massino di 4 farmacie e la gestione era riservata ai soci. Oggi con l`approvazione del decreto entra in vigore una nuova normativa che garantisce la possibilità per una società di capitali di essere proprietaria di una o più farmacie e delle autorizzazioni all’apertura. Cadono inoltre i limiti quantitativi al numero di farmacie possedute da un unico soggetto. Una società di capitali potrà essere proprietaria di un numero illimitato di farmacie sul territorio nazionale, con però il limite numerico, ammontante a un cifra massima pari al 20% delle farmacie presenti nella stessa regione o provincia autonoma. 

Abrogato risulta anche l’obbligo di titolarità della farmacia in capo ad almeno uno dei uno dei soci. Ovviamente la direzione e la responsabilità della dispensazione dei farmaci (e relativi obblighi) rimangono ad appannaggio di un farmacista con laurea in farmacia e iscrizione all`albo dell`ordine dei farmacisti. Tra le nuove disposizioni anche la partecipazione alle società di capitali proprietarie di farmacie non è compatibile con qualsiasi altra attività svolta nel settore della produzione e informazione scientifica del farmaco, o con l’esercizio della professione medica.

Bettinazzi Arco (Tn)

Il Ministero della Salute mira ad elevare il numero di farmacie a 22.500 per garantire la copertura del servizio su tutto il territorio dello stivale


Le conseguenze della rivoluzione 
Nel medio termine, è ragionevole pensare che, a favore del consumatore, si vada incontro a un miglioramento generale dei servizi offerti dalle farmacie. In virtù di una rafforzata competizione fra aziende che si contendono i clienti, ci si aspetta maggior concorrenza sul di prezzo del farmaco. Rimanendo in vigore la limitazione riguardo al numero di farmacie presenti sul territorio, non cade l`equilibrio distributivo geografico all`interno del Paese, a garanzia della capillarità per la collettività, dunque sempre a beneficio del consumatore che potrà sempre contare sulla presenza del servizio farmaceutico in prossimità della propria residenza. Di concerto sono utili i recenti concorsi svolti per rilasciare licenze per l’apertura di nuove farmacie, un`azione voluta dall`Unione Europea che ha dato ai Paesi Membri, già da tempo, con l’obiettivo di garantire la presenza sul territorio di almeno un negozio-farmacia ogni 3300 abitanti. Attualmente il numero farmacie italiane ammonta a 18.600 esercizi, vale a dire che l`obbiettivo quantitativo è raggiunto, tuttavia restano scoperte alcune zone degli 8.000 comuni dello stivale. Tra permessi appena rilasciati e non ancora esercitati, il Ministero della Salute si aspetta che nei prossimi 2-3 anni il numero di esercizi salirà a 22.500, in virtù di una politica il cui esito è ancora una migliore capillarità nella distribuzione del farmaco e un migliorato livello di servizio al consumatore.

 

 

DSC_1535

L’ingresso delle società di capitali nel retail farmaceutico probabilmente determinerà una maggiore concorrenza nel settore: come in UK

Scenari plausibiliIl possibile scenario a cui il settore farmaceutico va incontro è quindi di breve periodo. Entro 24 mesi sono previste acquisizioni da parte di aziende italiane ed estere di farmacie sul territorio nazionale: un fenomeno che toccherà per lo più i grandi centri. E, seppure ci si aspetti che il settore vada verso l`affermazione del già collaudato modello anglosassone, va sottolineato come l`Italia, quale nazione con un importante tessuto imprenditoriale in termini quantitativi, presenti ancora un economia e molti comparti di mercato costituiti da tante piccole medie aziende. Sforzandosi di pensare a uno scenario futuribile tipicamente italiano e privo di analogie con modelli di altri Paesi e, pur risultando praticamente evidente un epilogo in cui alcuni player nazionali arriveranno a creare grandi catene, è plausibile che ciò avvenga in
concomitanza con uno sviluppo di piccole e medie catene di 10, 20, 100 punti vendita di proprietà di imprenditori del settore: farmacisti (e non) che si aggregheranno in gruppi per un maggior potere contrattuale verso la compagine industriale, ma soprattutto secondo una vocazione professionale tradizionale che tradotta in termini più informali e con un`accezione qualitativa, può essere così espressa: “Per fare meglio ciò che fanno da sempre i farmacisti e gli imprenditori della salute e del benessere”.

SV_CEG_4615

Una conseguenza dell’aumento del numero di farmacie sarà una maggiore specializzazione dei punti di vendita in determinate categorie merceologiche

Una dimostrazione storica che comprova le ipotesi sopra descritte è il modello DO-GDO in cui si sono costituiti gran parte degli operatori del mass market italiano negli ultimi 50 anni secondo cui si ravvisa un`offerta aggregata formata da grandi catene che si associano per centralizzare acquisti e distribuzione, non escludendo però uno spazio per numerose medie piccole catene distributive.

Dopo i primi 24 mesi è quindi probabile l`avvio di una lenta integrazione che si concretizzerà in un lungo periodo di trasformazioni, superiori al decennio, in direzione di una sana e ritrovata competitività, un campo di battaglia in cui le armi vincenti saranno il micro marketing e il servizio di vicinato che da sempre contraddistingue il farmacista, un professionista il cui obiettivo è per cultura la soddisfazione e benessere dei sui clienti. Di conseguenza il comparto esprimerà una maggiore richiesta di differenziazione e specializzazione e più category management.

di Paolo Lendaro

Recommended Posts

Leave a Comment