Le ragioni della luce nel contract

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La scelta della luce in base al contesto impone l’attenzione alle motivazioni della messa in scena del prodotto. Un procedimento che richiede disponibilità verso le soluzioni fuori misura

La luce è vita. È anche movimento. E calore. È un punto esclamativo, l’accento che si pone su un oggetto. È l’atmosfera che si crea in un ambiente, la direzione che si vuole sottolineare. Ecco perché l’illuminazione del punto vendita è in grado di imprimere una svolta nell’esperienza di acquisto. Secondo Marco Frascarolo, presidente AIDI (Associazione Italiana di Illuminazione) Lazio e Molise:

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Marco Frascarolo. Lighting Designer, titolare dello studio Fabertechnica (www.fabertechnica.it), Presidente AIDI (Associazione Italiana di Illuminazione) Lazio e Molise.

La progettazione deve partire da un’analisi delle motivazioni che spingono allo shopping. Le quattro categorie principali, cui corrispondono altrettante motivazioni, coincidono con determinate soluzioni progettuali. Per esempio se lo shopping è vissuto come momento di socializzazione in un centro commerciale, può essere utile dedicare spazi ad attività complementari, con ambientazioni luminose non solo dedicate al prodotto (prima motivazione).

Diverso è il caso di chi vive lo shopping come identificazione, seconda motivazione che richiede una presentazione speciale dell’oggetto cult, possibilmente in ampi spazi con illuminazione teatrale.

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Installazione di luce per la presentazione dell’orologio Bulgari-Maserati (Lighting Design Marco Frascarolo, 2012).

Per gli acquirenti amanti della ‘scoperta’ (terza motivazione), in cerca di nuovi stimoli, il negozio tradizionale deve invece rinnovare periodicamente temi e vetrine, migliorandone l’accessibilità e scegliendo un’illuminazione riconfigurabile o a luce dinamica. I punti vendita di prodotti biologici devono evitare effetti scenografici prediligendo ambientazioni amichevoli con luci avvolgenti.

Infine quando l’acquisto deve soddisfare esigenze di prima necessità (quarta motivazione), lo spazio vendita deve essere funzionale, con una quantità di luce superiore a quella utilizzata per il biologico ma di qualità cromatica inferiore. A scatenare la fantasia hanno contribuito i LED, sistemi a basso impatto energetico, con i quali si possono disegnare percorsi di luce verso aree meno agibili del punto vendita  mentre i giochi di colore e l’impiego di tonalità diverse di bianco creano gerarchie visive e contribuiscono a cambiare l’atmosfera.

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Per il flagship store Max Mara di Vancouver, Duccio Grassi Architects ha scelto apparecchi illuminanti Reggiani. Foto: copyright di Vestis Fashion Group

Flessibilità secondo LED

Per lo stile elegante e contemporaneo del flagship store Max Mara della centralissima Granville Street di Vancouver, lo studio Duccio Grassi Architects ha realizzato un progetto illuminotecnico con apparecchi Reggiani, che ben si integrano con le superfici bianche e lo stile minimale dell’arredo oltre a essere funzionali all’illuminazione dei capi d’abbigliamento e degli accessori esposti. Inaugurato lo scorso marzo, lo store occupa una superficie totale di 260 mq all’interno di uno spazio completamente ristrutturato, che ha richiesto un lavoro accurato di styling e disposizione degli spazi. Sono stati scelti apparecchi Mosaico con varie sorgenti luminose (alogenuri metallici, alogene e a LED, da 39W MH, 75W AR111 e 16W LED – con Low orientabili e fissi), che hanno consentito di raggiungere livelli elevati di resa cromatica con focus sulle tonalità di colori Max Mara. Inoltre con il sistema IOS® la luce viene distribuita in maniera eterogenea e flessibile per adattarsi alle esigenze di applicazione per ogni angolo del negozio.

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A EuroShop Light Contract divisione Flos ha presentato Find Me, faretti Led integrabili nel controsoffitto, in combinazione con Light Sniper, famiglia di incassi a led. Foto @angel rosique

Ai corporate account del settore retail  si rivolge anche Light Contract, società del gruppo Flos che propone sistemi di illuminazione su misura o in serie limitata per progetti di alto profilo. «Architetti e light designer possono contare sulla nostra consulenza completa – spiega Cristina Bertoldi, responsabile comunicazione Light Contract -. Offriamo essenzialmente soluzioni personalizzate, dall’illuminazione a LED verticale alle sospensioni speciali create, per esempio, per Nespresso. A catalogo disponiamo di un’intera gamma di prodotti modificabili per incontrare le esigenze del cliente dal punto di vista sia tecnico sia di budget’» L’azienda lombarda è tra le più impegnate nella ricerca di soluzioni estetiche e di qualità così come di contenuti tecnici e sostenibili. Lo abbiamo visto allo stand Flos in occasione di EuroShop a Düsseldorf, dove sono state presentate alcune novità interessanti per il mondo retail, come l’elegante combinazione di Find Me, faretti LED integrabili nel controsoffitto, con Light Sniper, famiglia di incassi a LED e il sorprendente sistema a incasso The Running Magnet, per installazione in soffitti o pareti di cartongesso. The Running Magnet è composto da profili in alluminio estruso su cui alloggiano profili elettrici con tracce di grafite per un perfetto collegamento elettrico. «Il sistema prevede moduli per illuminazione ambientale, quindi diffusa, e d’accento, cioè spot. Per tanto vengono installati nei profili elettrici con un sistema di fissaggio magnetico che li rende ‘mobili’, in questo mdo la loro distribuzione può variare per un risultato di luce diffusa o spot a seconda delle esigenze».

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The Running Magnet di Light Contract è un sistema a incasso flessibile per installazione in soffitti o pareti di cartongesso ottenendo illuminazione diffusa o spot a seconda delle esigenze. Foto @angel rosique

Il fuori misura

Nella fascia di mercato medio alta troviamo anche Fabbian Illuminazione, da oltre mezzo secolo produttore di lampade per l’habitat e il contract, che si pone quale interprete delle nuove tendenze di design attraverso molteplici stili, utilizzando tecnologie produttive avanzate . «Nel caso di ristoranti, hotel e caffetterie ci posizioniamo sulle tipologie superiori alle tre stelle – esordisce Alessandro Bottacin, Area Manager East Europe -. I nostri interlocutori sono generalmente architetti, arredatori, rivenditori di luce e mobilieri. Clienti esigenti, che richiedono essenzialmente riconoscibilità del brand e del prodotto, soluzioni fuori misura, prezzo contenuto, attualità nel design, nella finitura e nel colore… Non è raro che ci chiedano anche tipologie di prodotto complete per ogni famiglia, con la dovuta attenzione alle nuove tecnologie e alle fonti luminose. Il tutto coronato da un buon servizio e assistenza. Ogni giorno ci troviamo ad affrontare e risolvere situazioni, in gran parte dovute a una concorrenza agguerrita, con la presenza di copie a buon mercato. Ma questo è solo uno dei problemi che dobbiamo affrontare perché dovremmo poi citare la ridotta disponibilità d’acquisto e il rallentamento dei grossi cantieri, che non influiscono di certo positivamente sull’andamento del settore».Quali le soluzioni allora? “Disporre di un buona divisione customer care ed essere sempre disponibili a una eventuale rivalutazione del progetto o al fuori misura, ma mantenendo un ottimo rapporto interpersonale tra l’azienda e la rete commerciale». Tra le installazioni è significativa quella del Simplon Center Migros a Bris Gliss, in Svizzera, il più grande centro commerciale del Canton Vallese. Qui sono presenti un centinaio di Lampade Toroidale, in polietilene con diffusore stampato in rotazionale, scelte per illuminare e decorare tutti gli spazi comuni. Sono realizzate su misura, dimmerabili (cioè con attenuatore luminoso) con protocollo Dali, e illuminate da lampadine fluorescenti compatte. Architetti del progetto sono la Christian Constantin SA.

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Al Simplon Center Migros a Bris Gliss, in Svizzera, il più grande centro commerciale del Cantone Vallese, gli spazi comuni sono illuminati da un centinaio di Lampade Toroidale di Fabbian Illuminazione. Sono realizzate su misura, dimmerabili Dali, illuminate da lampadine fluorescenti compatte (architetti la Christian Constantin SA).

Al Nu di Milano, definito ‘art hotel’ dai progettisti Sabrina Gallini e Nisi Magnoni, il design innovativo e i dettagli artigianali si fondono in un contesto sofisticato. Qui nulla è stato lasciato al caso. Anzi tutto sorprende: oggetti e mobili sono fuori scala, come le maxi Sonora, di Vico Magistretti per Oluce, che illuminano i letti sospesi delle 38 camere, e le applique/abat-jours, sempre firmate Oluce. «La Sonora 493 è stata la lampada più imitata – spiega Antonella Morlino, communication & public relations Oluce -, non solo per la capacità di illuminare, ma di caratterizzare un intero ambiente grazie al suo volume». Oluce è un’antica azienda italiana di design dell’illuminazione, che ha realizzato alcune tra le lampade più iconiche degli ultimi decenni, grazie alla collaborazione con designer come Joe Colombo e  Vico Magistretti fino ai progetti più recenti dell’azienda firmati da Nendo, Sam Hecht, Jörg Boner, Francesco Rota e Angeletti Ruzza. La collezione proposta al retail e al contact rientra nella fascia medio alta, legata sostanzialmente al mondo del lusso. Ma anche a strutture pubbliche e private, come resort, biblioteche, banche e uffici di prestigio. «L’attenzione pressoché artigianale nell’utilizzo dei materiali  - prosegue Morlino – ha consentito di alternare elementi della tradizione con tecniche avanzate di ingegnerizzazione. Tanto che oggi offriamo un servizio di personalizzazione appositamente per il contract, denominato Bespoke tailoring. Questo servizio, che abbiamo presentato a Euroluce, introduce un approccio sartoriale al prodotto per declinare la luce nella ricchezza dei colori e dei materiali disponibili e in base alle necessità del consumatore o del progetto. Possiamo quindi ideare lampade su esigenze specifiche oppure in varianti modulari su disegni già esistenti per soddisfare qualsiasi esigenza». Al cliente finale, inteso come consumer viene invece proposta la collezione nei colori e nelle finiture a catalogo.

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All’art hotel Nu di Milano i progettisti Sabrina Gallini e Nisi Magnoni, oggetti e mobili sono fuori scala, come le maxi Sonora, di Vico Magistretti per Oluce, e le applique/abat-jours, firmate Oluce

Marinella Croci

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