E coltivò la luce…

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Semine elettriche per luminosi raccolti che alimentano l’immaginario del design.
2Erano proprio lampi di genio quelli di Nikolas Tesla. Non si può dire altrimenti per chi coltivò la luce su un prato di energia naturale, facendo leva sulla forza di Gaia (la terra in senso vitalistico) o sul vuivre come si definisce tra i cultori di esoterismo l’energia presente sulla terra allo stato naturale.
5L’obbiettivo del mitico scienziato serbo, che tra l’altro fu l’inventore della corrente alternata, era servire il genere umano portando agli abitanti del pianeta l’energia disponibile che si accumula in grandissime quantità nell’etere, o meglio nelle ionosfera a causa del moto oscillatorio della terra. In pratica questo potrebbe avvenire mediante alcuni suoi dispositivi, varianti della cosiddetta bobina di Tesla (o Tesla coil) grazie ai quali sembra che vi sia la possibilità di attingere, spestare e trasmettere senza fili l’energia a distanza. Come avviene per per i segnali radio o wi-fi. Chi non si ricorda nel film di The Prestige quelle lampadine che, pure senza essere innestate, si accendevano su un grande prato con un comando a distanza come alimentate da una forza invisibile? 4Invenzioni quelle di Tesla che, numerose rimangono in penombra, in parte occultate da alcuni standard in parte confuse nel mito o addirittura deliberatamente secretate per scopi bellici: così dice il mito…ma al di la della verità che forse un giorno verrà “chiarificata” da qualche mente meravigliosa, dall’esperienza e dalle trafugate invenzioni di Tesla è scaturito un immaginario ben definito e forse destinato a lasciare il “segno” nei prossimi anni anche a livello d’immagine. Il Tesla coil, fatto di spinterometri, toroidi, cariche elettriche visibili a occhio nudo, infatti, è anche un “generatore” di design. Una fonte di ispirazione che porta alla produzione di nuovi materiali e di nuove forme a testimonianza della totalità e della forza del genio. E appunto della sua capacità di influenzare non solamente la tecnologia e il sapere, ma anche l’immaginario come effetto collaterale.

 

Marco Oltrona Visconti
Disegni di Marco Maggioni

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