Euroscacco e Keysistem, le mosse giuste per scaffali tecnologici e sicuri

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Nell’immagine di apertura gli elettrodomestici della categoria “nero” di Euronics. In questa foto la soluzione Euroscacco per un’esposizione beverage e in particolare per il segmento enoloigico

 

Stefania Barozzi“Nell’odierno mercato dello scaffale, le ‘mode del momento’ dettano le finiture e gli accessori -spiega Stefania Barozzi, AD di Sidac International. Per ciò abbiamo optato per proporre agli operatori del retail una scaffalatura basilare che si adattasse a tutte le occasioni”. -Il riferimento è all’illuminotecnica, ai porta prezzi, ai dispositivi per il proximity marketing e agli attacchi per i crowner che, a seconda dei momenti storici, hanno determinato le funzionalità e l’immagine del punto di vendita. Una connaturata mutevolezza che negli anni ha creato non pochi grattacapi agli specialisti del settore in termini di adattamento della produzione industriale ai nuovi item. Per contro è stata proprio la capacità di adattarsi a molteplici standard di accessoristica a decretare il successo della scaffalatura di Sidac a marchio Euroscacco. Un prodotto versatile e open source rispetto ai molti accessori standard presenti nel comparto. Versatilità che si è dimostrata una caratteristica, ancor più valida in momenti come quello attuale, in cui l’orientamento della tecnologia di proximity marketing non ha ancora raggiunto quei livelli di standardizzazione tali da giustificare soluzioni specifiche e definitive, ne nuovi processi di ingegnerizzazione per l’integrazione allo scaffale.
Inoltre è vero che nel canale GDO il modulo da 1330 millimetri è il più richiesto, ma Euroscacco è disponibile anche in misure da 500, 600, 900, 1000 e 1200 e 1500 mm. “Una misura quest’ultima -dice Stefania Barozzi- che può far risparmiare spazio dal momento che riduce il numero di basi e piantane tra un modulo e l’altro”. Misure che rivelano un tendenza di sicuro interesse in considerazione del fatto che Sidac è la compagine retail di Metalsistem e realizza il 40% della della produzione aziendale totale.

 

Teca RFID Keysistem (clic foto per ingradire)
obbligata 2Un’ulteriore novità riguarda le teche trasparenti per l’elettronica di consumo.IMG_2477 bassa Laddove il prodotto non viene lasciato al libero tocco per motivi di sicurezza o di delicatezza dell’oggetto, i mobili espositivi di SIDAC possono essere dotati di cupole o lastre di vetro con apertura elettronica.
“Grazie a un dispositivo Rfid –dice Stefania Barozzi- le serrature dei mobili vetrina sono state automatizzate”. Questa tecnologia offre al retailer numerosi vantaggi. Il personale infatti può essere dotato di tessera per l’apertura delle teche. In questo modo il prodotto in esposizione può entrare nella disponibilità del cliente in qualsiasi momento, per un’osservazione ravvicinata o la prova. In più il numero di accessi alla teca è monitorabile, per esempio per misurare redditività del mobile espositivo in base al numero di aperture delle vetrine. Sotto il profilo estetico, l’eliminazione delle serrature analogiche a blocchetto e chiave rende l’aspetto della vetrina più pulito e privo di discontinuità nel visual.

Mezzo secolo di storia dello scaffale
Dallo scaffale industriale a quello per il retail. In queste poche battute si possono condensare i quasi 50 anni di storia di Metalsistem. Mezzo secolo che ha portato l’azienda trentina alla posizione di esportatore primario nel settore, grazie anche al suo heritage di competenze. Come racconta
Mirco Briosi, General Manager e figlio del fondatore: “Quando mio padre aprì nel 1970, la produzione era dedicata ai macchinari per l’industria. Poi alcuni di Briosi Mquesti sono stati destinati alla produzione di Super 1-2-3, una scaffalatura industriale leggera a incastro e senza bulloni”. Una novità assoluta che ebbe il suo sviluppo successivo con la realizzazione di Super 4-5-6, la scaffalatura pesante per pallet. Due successi di fila che spinsero la proprietà a spostare letteralmente l’indirizzo produttivo aziendale, ma senza abbandonare il know how ingegneristico che permetteva di produrre macchinari, soprattutto per uso interno. “Correva l’anno 1998 -prosegue Briosi- quando si concretizzò l’opportunità di acquisire SIDAC per entrare nel settore retail. Acquisizione che si perfezionò in soli 6 anni, per un ingresso a pieno titolo nel mondo dell’arredo espositivo per il retail e in particolare per nel campo dei banchi cassa:
“Oggi governiamo tutto il processo industriale dalla produzione alla verniciatura”, dice Briosi. Tutto in 6 stabilimenti -(3 a Rovereto (Tn), 2 aIMG_2508 Brescia e uno a Motta di Livenza – Tv)-, quello veneto per la produzione di macchine, 3 dedicati alla verniciatura e gli altri alla lavorazione dell’acciaio per la produzione degli arredi. Un’attività che, in cifre, si può sintetizzare alla luce di 60.000 tonnellate di prodotto finito con una percentuale di export prevalentemente europeo pari al 75%.
“Le sfide di questi ultimi anni –racconta Briosi- hanno riguardato, in primo luogo, l’ottimizzazione degli spessori IMG_2683dell’acciaio. Il cliente richiede meno ingombro e più resistenza che noi garantiamo utilizzando acciaio di qualità molto elevata . La tipologia S400 che utilizziamo è completamente zincata e garantisce un prodotto di grande qualità a costi accessibili”. Un’esigenza che, sul canale GDO, è sorta con l’aumentare delle aperture di negozi di prossimità (convenience store), quindi di arredi meno ingombranti, necessari in virtù delle dimensioni ridotte di questo format (400-800 mq).
“In secondo luogo da parte degli operatori sono arrivate richieste di scaffali dotati di quel ‘calore estetico’ in genere dato dai materiali in legno. Una domanda del mercato che SIDAC ha soddisfatto, dopo aver studiato un design connotato da diverse tonalità di colore e spigoli smussati”.
Il know how dei processi industriali caratterizza l’azienda trentina Metalsistem che, grazie a 4 linee di prodotto specializzate, riesce a realizzare tutta la sua produzione internamente: ogni anno, 60.000 tonnellate di scaffalatura in acciaio per il retail e la logistica, per un mercato che coinvolge 80 Paesi.

 

 

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