Folia, il corner d’autore in polipropilene riciclabile IPrinto

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Forse non tutti sanno che il polipropilene è tra polimeri riciclabili al 100%. È questo il materiale di cui si compone il pannello IPrinto prodotto da IP Graphics ideale per le scenografie anche del retail come quella realizzata su progetto dello scenografo Michele Franco.
L’ideazione del display FOLIA nasce da una riflessione che colloca il soggetto da esporre in un contesto naturale, “primordiale”, neutro o addirittura antitetico alla forma e alla cultura del prodotto per produrre quell’effetto degli opposti utile in realtà a esaltarne la forma, il contenuto, il messaggio. La motivazione è presto data dall’autore della soluzione espositiva, lo scenografo Michele Franco, il quale spiega che collocando un oggetto-referenza di qual si voglia forma in un ambiente “percettivo” pone in primo piano e concentra l’attenzione del fruitore sul soggetto stesso. Come a teatro, in tv o al cinema insomma. In pratica il progetto del display FOLIA si ispira all’arte topiaria (dal greco “topos” cioè “luogo”) e riproduce un cespuglio di “Aucuba”, composto fotograficamente, ad hoc, con foglie verdi, sagomate e collocate in modo da trasmettere con naturalezza un effetto trompe-l’oeil in cui un figura bidimensionale viene percepita come tridimensionali. Ne deriva un effetto percettivo illusorio, spiazzante ma nel contempo efficace in chi lo percepisce nella sua qualità a tre dimensioni. Il prodotto diventa dunque quell’elemento di discontinuità che incuriosisce. Questa tecnica tra l’altro potrebbe essere ricondotta agli studi di marketing che fanno leva contrasto percettivo o delle illusioni create dallo scenografo del periodo barocco Giacomo Torelli.
Di FOLIA prototipato da Trocart sono poi da sottolineare i profili frastagliati e irregolari atipici rispetto al classico banchetto promozionale dalle forme regolari e monolitiche. Fino a una certa distanza questa soluzione espositiva appare come un vero berceau di foglie
La texture ruvida composta di piccole scanalature del materiale iprinto di Imballaggi protettivi contribuisce effettivamente all’“impressione di realtà”.
Essendo stato realizzato con unico foglio in polipropilene (materia plastica tra le più riciclabili), lo sfrido e quindi gli sprechi di materia prima sono ridotti al minimo, sicché FOLIA può rientrare indubbiamente nella categoria delle soluzioni espositive

IL RICICLO DEL POLIPROPILENE
“Trasformiamo attraverso i nostri 3 estrusori circa 6.000 tonnellate all’anno di materiale, generando approssimativamente 600 tonnellate tra rifilo, sfrido e scarti. Questi riusciamo a reimmetterli totalmente nel nostro processo produttivo, fatta eccezione di un 2% di scarto fisiologico. Inoltre nella nostra produzione possiamo utilizzare fino al 30% di materia prima riciclata”. A spiegarlo è il General Manager Alessandro Aledi e il riferimento è al polipropilene di Imballaggi Protettivi (IPGraphics), azienda lodigiana specializzata nelle lavorazioni di questo polimero molto versatile e, in questo caso, dedicata alla produzione e fornitura di supporti di comunicazione per la grafica e il design espositivo, il packaging e l’automotive interior, a cui fanno riferimento altrettante divisioni industriali interne. “Il Polipropilene è un materiale altamente riciclabile – dice Aledi – che ha una seconda vita ogni qualvolta che noi lo rigranuliamo”. Per la granulazione degli scarti l’azienda può vantare due macchinari, inoltre collaborano con società specializzate in ri-granulazione. “Si tratta di società che si occupano di recuperare le nostre lastre utilizzate nella comunicazione visiva una volta che la loro funzione completa il suo ciclo di vita, che ce le rendono sottoforma di altre materie prime riciclate (ad esempio compound con cariche minerali). Nel 2015 durante Expo alcuni stand costruiti con il nostro materiale sono stati smantellati, riciclati e reintrodotti nel nostro processo produttivo”. Sebbene non vi sia una regola specifica si tratta di una pratica virtuosa sotto il profilo ambientale e tesa a favorire i processi di economia circolare, infatti ogni qual volta che i supporti recuperati vengono immessi nuovamente nel processo produttivo si evita il consumo di petrolio necessario per produrre polimeri vergini, con un notevole impatto positivo sulla carbon foot print, sull’ambiente e sull’azienda: “IP Graphics oggi genera l’80% del proprio fatturato all’estero – continua Aledi -, laddove l’attenzione per il rispetto ambientale è ormai un fattore cruciale e trasversale in molti settori di business e quindi anche in quello dei supporti da stampa. In questa ottica, un supporto completamente riciclabile e monomaterico risulta spesso vincente: IPrinto rimane infatti un materiale completamente riciclabile, persino dopo essere stato stampato. Ci auspichiamo che la regolamentazione comunitaria progredisca ancora inserendo l’obbligo di indicare la destinazione dei supporti nel momento in cui scatta il fine vita funzionale”.

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