Riciclo: e-commerce cambia mix rifiuti e alza il contributo ambientale

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Intervista con Eliana Farotto, Responsabile ricerca e sviluppo COMIECO, Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica.
Qual è la sua idea di sostenibilità e che legami può avere con la digitalizzazione? Quando si parla di sostenibilità occorre dettagliare il concetto definendone i criteri. Se parliamo di packaging o display per esempio partirei dal design for recycling e della qualità dei materiali in termini di impatto sull’ambiente. Ci sono diversi strumenti di valutazione di recente ne abbiamo elaborato uno legato al packaging per e-commerce, perché in questo momento in cui la digitalizzazione sta prendendo piede ed è grande movimento creato dai brand e dai portali in internet. Con la vendita on line introducono sul mercato un’ulteriore quantità di packaging che prima non esisteva, si pensi ad Amazon e ai pacchi recapitati ogni giorno. In questo caso più che il design del packaging va valutato l’aspetto logistico per capire a che punto l’azienda è consapevole di certi altri aspetti.
Le “Linee guida e checklist per il corretto uso del packaging per l’e-commerce ai fini della sostenibilità ambientale” (www.comieco.org) sono stati sviluppati da Netcomm e Comieco ed è in corso l’adesione di aziende che vogliono affrontare la sfida per rivedere i loro packaging e rendere il processo più sostenibile.
COSTO CONTRIBUTO AMBIENTALE:
+22% PER PLASTICA E +44% PER CARTONE

I1 gennaio 2020 entreranno in vigore gli adeguamenti al contributo ambientale per gli imballaggi in plastica, legno e carta deliberati dal Consiglio di amministrazione CONAI. Nello specifico per gli imballaggi in materiale plastico il contributo ambientale passerà da una media di 263 euro a 330 euro per tonnellata, per via dall’aumento del 12% della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica nell’ultimo anno, che ha determinato costi di sistema.
Il contributo ambientale per carta e cartone passerà da 20 a 35 euro per tonnellata a causa della diminuzione dei valori economici del macero e dell’incremento dei quantitativi di imballaggi in carta conferiti a Comieco. Da gennaio 2019 infatti, il Consorzio ha ripreso in gestione oltre 600.000 tonnellate di carta e cartone proveniente da raccolta differenziata comunale, che prima i Comuni gestivano in autonomia rivolgendosi al libero mercato. Si ricorda che il contributo è dovuto ogni qual volta un’azienda trasforma un determinato quantitativo di materia prima per la produzione di beni o imballaggi. Alla stessa normativa sono soggetti trasformatori di metalli e alluminio, legno e vetro che corrispondono rispettivamente ai consorzi CIAL,  Rilegno e COREVE. COMIECO amministra il riciclo di carta e cartone mente COREPLA quello della plastica.
Il risultati parlano chiaro ogni anno Comieco anticipa gli obbiettivi di riciclo e sostenibilità stabiliti dall’UE…Qual è il segreto di questa condotta eccellente?
Siamo contenti degli obbiettivi raggiunti ma non ci occupiamo solamente di rifiuto, bensì di progettazione e di ottimizzazione degli imballaggi interfacciandoci con i consorziati 3300 aziende di cui 150 cartiere, quindi produttori e trasformatori di tutta Italia. Poi ci sono le piattaforme di lavorazione e macero che permettono il riciclo. Una progettualità è importante perché una volta raccolti gli imballaggi devono essere riciclati con la maggior efficienza possibile. Quindi cerchiamo di far capire ai consorziati che progettare per riciclare è vantaggioso economicamente e in termini di visibilità.
Nel 2018 la raccolta differenziata ha totalizzato + 4%. Tuttavia non è per nulla eterogenea sotto il profilo territoriale?
Il Nord si è stabilizzato dopo una crescita iniziale molto forte. Gli sforzi di questi anni si sono concentrati sul Centro e sul Sud Italia. Purtroppo non possiamo agire direttamente sulla raccolta, sennonché gli episodi di Roma degli ultimi tempi sono spiacevoli. Il sistema è ben strutturato con impianti e industrie che riciclano, tanto da far invidia a parecchi Paesi esteri dove nemmeno esistono. Il disservizio è incomprensibile che accada alla luce del fatto che la raccolta è anche finanziata da Conai attraverso il contributo ambientale che proviene dalle aziende di produzione.
A quanto ammonta il contributo proveniente dagli operatori industriali a favore di Comieco?.
Il Contributo Ambientale per la carta ammonta nel 2019 a 20 euro alla tonnellata. Nel 2018 quasi 3,4 milioni di tonnellate di materiale cellulosico sono state raccolte dai Comuni per un computo pro-capite oltre 56 kg e 97 milioni di euro in corrispettivi versati ai Comuni italiani
in convenzione. Per cui chi non ricicla fa un mancato business. Di questo dovrebbero lamentarsi i cittadini che pagano le tasse e le aziende che pagano il contributo.
Cosa bisogna migliorare nella raccolta?
È cambiato il mix del rifiuto ora ci sono molte scatole e scatoloni derivanti dai consumi. Di questo cambiamento bisogna prendere atto perché col cambiare dei rifiuti anche gli strumenti della raccolta variano. Pensiamo agli scatoloni appoggiati accanto al bidone della carta. Il contenitore attualmente in uso inizia a non essere più idoneo. A Milano nel 2017 è partita un campagna per la raccolta dei cartoni da e-commece. Anche il cartone deve essere pensato in modo da essere appiattito e questo vale anche per il display
Obiettivi nel breve periodo?
La normativa aveva fissato per il 2008 l’obbiettivo dell’ 60% di riciclo di rifiuti e nel 2008 eravamo all’80%. La nuova direttiva packaging che entrerà in vigore il prossimo anno fissa per Comieco un quantitativo del 75% ma siamo all’80%, con il successivo obbiettivo all’85% nel 2030
Una minima parte del cartone finisce nel compostabile, non è positivo?
Gli imballaggi in carta sottoposti alla norma tecnica 13432 si sono dimostrati compostabili. La filiera di produzione della carta privilegia l riciclo che consente di immettere nuovamente la materia in circolo con notevoli risparmi ambientali.

CONTO ECONOMICO 2019 (PREVENTIVO) IN K-EURO

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